FORME DI CONSULENZA
Oggi gli operatori tradizionali sono costretti quasi sempre ad
un ruolo di venditori di prodotti, con compensi saldamente legati
alle provvigioni. L'attuale esasperazione di questa logica commerciale
ha generato e continuerà a generare solamente effetti negativi. Nei risparmiatori è sempre più
crescente il bisogno di essere supportati da figure in grado di fornire
loro una consulenza obiettiva, professionale, e soprattutto priva di
conflitti d'interesse.
La figura del Consulente Finanziario
Indipendente Fee Only nasce per rispondere a questa reale esigenza. Nei paesi
anglosassoni, storicamente i più evoluti nel settore finanziario, il
Consulente Finanziario Indipendente Fee Only è ormai una professionalità affermata e saldo punto di riferimento per i risparmiatori.
In Italia invece la conoscenza di questa figura, che alla stregua degli
altri liberi professionisti presta assistenza e consigli in materie
attinenti gli investimenti, la previdenza, i finanziamenti e la finanza in senso lato,
si sta diffondendo solo in questi ultimi anni.
Troppo spesso
nello svolgimento della professione il ruolo del Consulente Finanziario
Indipendente Fee Only viene confuso con quello di altri operatori che, in realtà,
svolgono un lavoro differente. E’ dunque necessario e doveroso far chiarezza
sul concetto di consulenza. Si distinguono sostanzialmente due diverse
tipologie di consulenza.
LA CONSULENZA FINANZIARIA
INDIPENDENTE (FEE-ONLY) Il Consulente Finanziario Indipendente Fee Only,
è una figura professionale non legata in nessun modo a società finanziare o assicurative,
che svolge una libera professione pari a quella di un avvocato (consulente legale) o di un commercialista (consulente
fiscale e amministrativo).
La solida base su cui si fonda la sua
attività è l’indipendenza da qualsiasi intermediario.
Il Consulente Finanziario Indipendente Fee Only lavora esclusivamente per i suoi clienti,
e non su “mandato” di una o più società. Non vende nulla e non gestisce il denaro dei clienti:
questo garantisce l'imparzialità della sua
consulenza e lo distingue nettamente dalle figure che si occupano di vendita (promotore finanziario in primis).
Per la sua prestazione professionale riceve un compenso
direttamente dal cliente, assimilabile all'onorario di un avvocato o di un
commercialista ("fee-only" significa, infatti, che la remunerazione del professionista
deriva unicamente dalla parcella versata dal cliente).
Il Consulente Finanziario
Indipendente Fee Only ha seguito un percorso formativo di alto
livello, strutturato tramite l'acquisizione di strumenti e modelli innovativi
provenienti dai paesi finanziariamente più evoluti. Di fondamentale importanza il costante
aggiornamento sulle tematiche proprie della professione.
Il Consulente Finanziario Indipedente Fee Only ha a
cuore l'intera situazione patrimoniale e finanziaria del suo cliente ed è
attento non solo ai ritorni sugli investimenti e ai risparmi sui costi inutili
o esagerati ma soprattutto a proteggere il cliente dai consigli
viziati da conflitto di interesse degli operatori finanziari che rispondono troppo
spesso a logiche esclusivamente commerciali. Il lavoro del Consulente Finanziario
Indipendente Fee Only tiene conto di tutti i prodotti e strumenti finanziari disponibili
sul mercato, potendo così indicare le soluzioni più efficienti: il
cliente è cosi in grado di ottenere una consulenza veramente professionale
e personalizzata rispetto ai suoi bisogni.
LA "CONSULENZA" STRUMENTALE ALLA VENDITA Soggetti che
rappresentano una singola impresa, come una banca, SIM o una compagnia di
assicurazione sono definiti "agenti" o "rappresentanti" di quell'azienda.
Rientrano in questa categoria i promotori finanziari, gli agenti assicurativi
e i funzionari di banca preposti al collocamento di prodotti
finanziari alla clientela. Sono inclusi inoltre i private banker, che si distinguono
solamente per consigliare una clientela a profilo patrimoniale elevato.
Questi soggetti sono legati da un rapporto di
dipendenza o "mandato" dell’intermediario che rappresentano, e sono in grado di
offrire "consulenza" solo sui prodotti commercializzati dalla società per cui lavorano.
Nel corso dell’attività lavorativa, per la quasi totalità di queste figure, è prevista
una formazione tecnica e specifica di natura finanziaria molto scarsa
(o addirittura assente), ma solo corsi di aggiornamento sui nuovi
prodotti da vendere e corsi sulle tecniche di vendita. Il loro lavoro infatti consiste
nel "piazzare" quei prodotti che l'intermediario stesso decide di distribuire per
massimizzare il suo profitto, non certo quello dei suoi clienti. Come compenso per
la loro attività di vendita ricevono uno stipendio e/o delle provvigioni a seconda del
tipo di prodotto collocato. Quasi sempre devono rispettare un budget di vendita
imposto dalla loro azienda, che in certi casi li costringe a vendere forzatamente
determinati prodotti (magari i più scadenti e costosi) pur di rispettare le direttive imposte.
Per questi motivi non potranno mai consigliare al
cliente un prodotto che magari è più adatto a lui, ma che non rientra nella loro gamma
d'offerta. Ancor meno potranno consigliare strumenti efficienti che non generano provvigioni per chi li colloca.
ALLA LUCE DI QUESTE INTERPRETAZIONI OGGETTIVE, E' QUANTOMENO
DISCUTIBILE CHE ALCUNI OPERATORI POSSANO DEFINIRSI "CONSULENTI"!
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